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venerdì, Ottobre 7, 2022

La pizza migliore d’Italia si trova a Gallarate e contiene acqua di mare

Nuova eccellenza culinari a Gallarate: si tratta della nuova pizza ideata da Giuseppe Frau e vincitrice a Firenze del concorso nazionale “Pizza in tour”. Il suo segreto? tanti buoni ingredienti e l’acqua di mare al posto del sale nell’impasto.

Gallarate – Che un italiano sappia fare la pizza non è una grande notizia, ma se la pizza contiene acqua di maree anzichè causare bruciori di stomaco, vince ambiti premi culinari, allora la situazione è diversa.

La pizza migliore del mondo a Gallarate

Il pizzaiolo premiato si chiama Giuseppe Frau e, vincitore del concorso nazionale “Pizza in tour” a Firenze, porta al locale “da Ciro” in through Alberto da Giussano a Gallarate una nuova eccellenza culinaria. La sua pizza, che un nome vero e proprio ancora non ce l’ha anche se si pensa a quello del nipotino del suo creatore, si caratterizza infatti per il buon sapore che nasce dalla combinazione di alici marinate leggermente piccanti, stracciatella, friarielli, pangrattato con nero di seppia e acqua di mare. L’acqua di mare, evidentemente componente fondamentale della pizza, viene usata anche nell’impasto al posto del sale.

Valorizzare il gallaratese

Luca GalluppiInsomma una pizza che osa e che per questo è stata premiata dalla giuria di Firenze e che porta, ora, un nuovo motivo di lustro per Castellanza e per i suoi cittadini. Alcuni cittadini particolarmente attenti alle novità gastronomiche l’hanno infatti già notata, come il consigliere di maggioranza e pilastro della sezione del Varesotto del Membership Papillon, Luca Galluppi. Proprio il Membership del Papillon si distingue per la sua guida della buona cucina d’Italia e chissà che la pizza di Frau non possa presto entrarvici.

Nell’attesa di assaggiarla, come rappresentante del territorio, Galluppi non può che lodare la scelta del cuoco di essere stato particolarmente creativo ed invita i suoi colleghi locali a fare altrettanto, meglio ancora se valorizzando prodotti tipici del gallaratese.

In città ci sono molti locali, ma alcuni si stanno omologando. La gente apprezza tecnica, passione e qualità delle materie prime, la curiosità che spinge a fare esperimenti. Non tutti a Gallarate hanno queste caratteristiche, ma lo dico in positivo. Ci sono le basi per fare un bel percorso – Continua il referente del Membership Papillon – Non parlo della zucchina di Gallarate, ma possiamo valorizzare il Varesotto. Nella nostra provincia si produce la formaggella luinese, c’è un ottimo cacciatorino, si fa il violino di capra pur in piccole quantità. Questi sono soltanto alcuni esempi. Quanti li usano in città?“.

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